Animali e uccelli

a cura di Gianfranco Porcelli

Mi aveva sorpreso, decenni fa, trovare in un testo di inglese per stranieri un elenco di “animals” seguito da un elenco di “birds”. Ho chiesto spiegazioni a una persona di madrelingua – una signora non più giovane – che mi confermò che “birds are not animals!” Pensandoci, ho collegato questa affermazione al passo della Genesi in cui si afferma che Dio creò l’uomo dandogli il potere di dominare su “the birds of the air and every creature that moves on the ground”.
All’epoca erano ancora molte le case in cui la Family Bible occupava il posto d’onore ora riservato al televisore, in un paese in cui la Regina è il Governatore della Chiesa d’Inghilterra, la bandiera mostra tre croci che ricordano altrettanti santi, la Trinità è onorata più che da noi, al punto che il lunedì di Pentecoste (Whit Monday) è stato a lungo una Bank Holiday, gli arcivescovi anglicani sono membri della House of Lords, ecc.
La cosa mi è tornata alla mente perché ho trovato la stessa divisione tra gli animali terrestri e gli uccelli in alcuni materiali che ho ricevuto per un testo a cui sto collaborando. Ho controllato sul COBUILD (edizione cartacea 2001) perché essendo basato su un corpus – la D non sta per Dictionary ma per Database – le voci sono definite in base alla frequenza. La prima definizione di “animal” è “a living creature such as a dog, lion, or rabbit, rather than a bird, fish, insect or human being”. Nella seconda si dice che “any living creature other than a human being can be referred to as an ‘animal’”. Infine la terza afferma che “any living creature, including a human being, can be referred to as an ‘animal’”. Ancora nel 2001, quindi, era lecito affermare che per la lingua inglese il più delle volte “birds are not animals!”
Vorrei sottolineare che sto parlando di lingua e cultura, a prescindere da ogni discorso di fede. La lingua è il riflesso di ciò che da secoli costituisce il patrimonio culturale di un popolo. In italiano, ritroviamo il deposito di tutte le teorie psicologiche del passato: “sanguigno, bilioso, linfatico, di buon/cattivo umore, umorale…” (teoria degli umori, ossia dei liquidi presenti nel corpo); “lunatico, gioviale, marziale, saturnino…” (teoria astrologica) e via così fino a “stressato, complessato…” (banalizzazione delle teorie di Freud).
Cerchiamo di essere di buon umore, senza avere la luna di traverso, indipendentemente da quanto ci convincano ancora quelle teorie!

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