CHI SIAMO

ANILS, Associazione Nazionale Insegnanti Lingue Straniere, la più antica associazione professionale italiana di docenti di lingue straniere, non ha fini di lucro e si propone di promuovere e sostenere l’insegnamento delle lingue nelle scuole di ogni ordine e grado: si rivolge quindi primariamente a insegnanti di lingue straniere, di lingue classiche, di italiano come lingua materna e straniera in una concezione integrata di educazione linguistica.

L’attività dell’associazione nasce dalla convinzione che la conoscenza delle lingue, al di là del valore strumentale che non va sottovalutato in una realtà internazionale via via più integrata, sia un elemento essenziale per la costruzione della pace a livello internazionale come pure all’interno della società italiana – nelle città, nei paesi, nelle scuole.

ANILS pone a disposizione dell’Amministrazione scolastica e degli insegnanti la sua competenza nel settore della progettazione scolastica, della formazione e dell’aggiornamento degli insegnanti, organizzando corsi, congressi e convegni sia autonomamente, sia in collaborazione o con il patrocinio del MIUR/MPI e/o degli ex-IRRE, oltre che delle istituzioni culturali straniere presenti in Italia.

Perché esiste l’ANILS

L’ANILS nasce dopo la seconda guerra mondiale, quindi la sua esistenza diventa un manifesto di internazionalismo, di apertura all’altro, a chi non è come noi. Oggi in Europa è un discorso facile, non lo era allora.
I tempi sono mutati e quindi – senza far venir meno lo scopo di avere persone che si parlano anziché persone che si uccidono – gli scopi si sono evoluti. Oggi l’ANILS vuole che le persone siano libere di scegliere dove lavorare e con chi, che ciascuno possa scegliere in che lingua guardare film, ascoltare, canzoni, leggere giornali e libri…e che le lingue non costituiscano una barriera alla libertà di scelta. Perché questo non sia un sogno ma una realtà possibile, l’ ANILS sa che bisogna contribuire alla politica scolastica italiana e, attraverso la FIPLV, anche alla politica linguistica dell’Europa. E sa che bisogna contribuire alla formazione degli insegnanti, senza i quali tutti i discorsi precedenti sono velleitari, 

Il discorso non va tenuto nell’ambito nazionale, in un contesto di progressiva integrazione europea che stiamo vivendo. Le associazioni europee di insegnanti di lingue, riunite nella FIPLV – Fédération Internationale des Professeurs de Français – di cui ANILS fa parte e che è presieduta da un nostro ex-presidente, il prof. paolo Balboni – stanno infatti cercando una nuova mission, come si usa dire oggi, che le renda utili in un mondo molto diverso da quello di qualche anno fa

La parola chiave è “che le renda utili”. Le Associazioni professionali su base volontaristica esistono fin quando sono utili ai loro membri.  L’ANILS c’è per ribadire che il CLIL affidato a insegnanti disciplinari, quale che sia il po’ di formazione linguistica e metodologica che ricevono, non è la soluzione ottimale. Mezzo secolo fa l’utilità stava nella difesa del ruolo delle lingue nella scuola e nella definizione di una nuova professionalità docente.  L’ANILS c’è, soprattutto, per organizzare incontri in cui le persone si conoscono, lavorano insieme, e definiscono se ci sono altri problemi, altre priorità da far emergere.

Dieci anni fa eravamo ancora costretti a difendere il ruolo delle lingue (ricordiamo tutti il tentativo di una ministra di sostituire la seconda lingua straniera con un incremento dell’orario di inglese).
Oggi dobbiamo ancora lavorare per aprirci a un’innovazione che lentamente sta diffondendosi: la presenza nelle scuole di insegnanti di cinese e arabo, di neogreco e portoghese, e così via. Sono insegnanti isolati, che hanno bisogno di avere il confronto con colleghi, e l’ANILS è il contesto giusto per farlo.

Negli anni 1950-2000 l’altro grande scopo dell’ANILS e delle altre associazioni europee fu quello della formazione generalizzata dei suoi membri. Oggi la formazione ha imboccato strade nuove, soprattutto telematiche, con webinar, corsi on line…Una associazione ha senso se rilancia anche il contatto umano, il lavorare insieme gomito a gomito, magari dopo aver partecipato insieme a un webinar su cui ci si scambia opinioni, si condividono idee.
Questo è, nella sostanza, quello che stanno cercando di fare anche le altre associazioni europee di insegnanti di lingue. Come queste, anche l’ANILS si sta sforzando di ribadire la necessità che la politica linguistica del sistema scolastico vada definita insieme all’associazione degli insegnanti che di questo tema hanno fatto la chiave della loro esistenza professionale (e non solo).

Ribadiamo che l’ANILS esiste perché le persone possano stare insieme davvero, non solo tramite webinar e altre modalità telematiche. Lo stare insieme è possibile laddove si creano sezioni, che sono autogestite e che possono trovare spazio in una scuola. Queste sono le indicazioni dello statuto in ordine alla costituzione e gestione di una sezione: il linguaggio è quello proprio di uno statuto, ma l’abbiamo conservato perché è lo statuto che garantisce chiarezza nei rapporti e nella gestione.

Che cosa fa l’ANILS

L’ANILS ha una forte vocazione per la formazione e l’aggiornamento dei docenti di lingue: le sezioni locali organizzano numerosi incontri di argomento culturale, pedagogico e metodologico-didattico; inoltre, ANILS organizza ogni due anni circa un Convegno Nazionale, con la presenza sia di studiosi in grado di dare una visione generale e profonda della didattica delle lingue sia di insegnanti e formatori che condividono esperienze e buone pratiche,
Al mantenimento di un contatto con i soci contribuiscono anche

ANILS inoltre mantiene rapporti con le altre associazioni nazionali e internazionali che si occupano di insegnamento delle lingue e favorisce gli scambi con l’estero.

La rivista SeLM

La rivista SeLM – Scuola e Lingue Moderne, nata nel 1963 e inclusa nell’elenco ministeriale delle riviste scientifiche, esce in 3 numeri l’anno, editi da Loescher, e viene inviata ai soci iscritti all’Associazione. Nata come rivista mensile, per i nove mesi dell’anno scolastico, poi negli anni ha cambiato formato e periodicità. Attualmente esce tre volte all’anno con 64 pagine in grande formato. 

C’è stata un’evoluzione anche nei contenuti: è stata sempre meno il bollettino dell’associazione e sempre più uno
strumento di formazione degli insegnanti soprattutto dal punto di vista metodologico e didattico. Gli spazi “a uso interno” si sono ridotti progressivamente e oggi si pubblicano solo notizie il cui interesse non sia limitato ai soci e all’organizzazione dell’Associazione.

Una svolta in questo senso si è verificata nel 1999 quando la rivista ha smesso di essere prodotta in proprio dall’ ANILS ed è iniziata la collaborazione con le case editrici; nell’ordine: Garzanti Scuola, Ghisetti & Corvi, ELI e infine Loescher.

I direttori di SeLM hanno avuto un ruolo fondamentale nel far evolvere la rivista, in linea con l’evoluzione delle necessità dei docenti. Il fondatore fu Alfredo Bondi, germanista e preside, per decenni Presidente Nazionale ANILS; gli succedette Luigi Castigliano, anglista, docente alla ‘Bocconi” e alla Cattolica”; in seguito SeLM è stata diretta da Paolo Balboni, Ordinario di Didattica delle Lingue Moderne a “Ca’ Foscari”, da Silvia Serena, germanista e docente in varie sedi universitarie: Gianfranco Porcelli, prima ordinario di Glottodidattica e poi di Linguistica Inglese in Università Cattolica. L’attuale direttrice scientifica è Maria Cecilia Luise, prof. Associato di Didattica delle Lingue a Udine.

Ancor più significativo è l’elenco degli autori ospitati. Oltre ai direttori citati, hanno offerto contributi importanti studiosi come Renzo Titone, Giovanni Freddi, Michael West e numerosi altri – alcuni di questi nomi non diranno molto ai lettori più giovani ma sono stati tra i pionieri nel campo dell’insegnamento delle lingue moderne ed hanno dato alla rivista – e all’Associazione – il ruolo di presentare agli insegnanti italiani la glottodidattica di matrice umanistica. cioè in cui l’uomo nella sua interezza (razionalità ed emozione, storia personale e progetti per il futuro, motivazioni e ansie, e così via) è al centro del processo di apprendimento e, quindi, guida la metodologia dell’insegnamento.

 

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